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La storia del Presepe

L'origine del Presepe è legata a San Francesco, il quale - tornato dalla Terra Santa, dove si era recato pellegrino a Betlemme - volle riproporre l'iconografia della Natività. Inserì l'asino, il bue, la mangiatoia e il fieno nella sua ricostruzione, realizzata a Greccio nel 1223, dopo aver ottenuto il permesso di Papa Onorio III. Prima i Francescani, poi i Domenicani, propagarono l'uso di rappresentare nelle chiese l'evento della Santa Notte, con statue di pietra, legno o terracotta. Il termine utilizzato, "presepe", deriva dal latino praesepe (mangiatoia), in riferimento a quella ricordata dal Vangelo. In seguito, il più antico presepe di cui abbiamo traccia venne realizzato da Arnolfo di Cambio intorno al 1289.
Nel '500 si diffusero nelle chiese le ricostruzioni dell'iconografia presepiale, mediante statuette e scenografie che venivano poi rimosse (famoso fu l'allestimento realizzato dai Gesuiti nella Cattedrale di Praga per il Natale del 1562). E a partire dalla metà di quel secolo l'uso cominciò a propagarsi anche nelle case private, in particolare a Napoli: tra i maggiori ispiratori ci fu San Gaetano da Thiene, che nella città partenopea visse per un decennio, fino al 1543. L'utilizzo di materiali come la terracotta e la cartapesta, permise a molti figurinai di realizzare presepi a prezzi accessibili, almeno per le famiglie della nobiltà e dell'alta borghesia. Napoli fu, tra il '600 e l'800, uno dei centri principali dello sviluppo dell'arte presepiale : decine di artisti scolpirono le figure con volto e busto di terracotta, mentre mani e piedi erano di legno. Una delle più belle composizioni del periodoo settecentesco è quella appartenente alla collezione Cuciniello, tuttora esposta nel Museo Napoletano di San Martino. Ma anche in altre zone di Italia si sono manifestate grandi scuole di presepisti: la Puglia, per esempio; ma anche la Sicilia, l'Emilia, la Liguria. Senza dimenticare i molteplici intagliatori del Val Gardena e della Valle d'Aosta.